giovedì 28 febbraio 2008

FreunDe


[..] ma piuttosto Erwin aveva sempre condiviso la vita del suo amico. Ecco quel che pensava Hans in quel momento, mentre lo turbava l'idea di non essere stato affatto lui, in questa lunga amicizia, quello che capiva, che sapeva tutto. Al contrario, era Erwin che lo conosceva meglio di chiunque altro, mentre lui sapeva ben poco dell' amico. Erwin era stato sempre soltanto il suo fedele specchio, il suo emulo, ma forse con tutte le ore che non passava con Hans aveva avuto una vita tutta sua, completamente diversa.[...] E così andò avanti per un buon periodo, come un malato che nei momenti di lucidità riconosce perfettamente la sua malattia ma la nasconde a se stesso cercando di dimenticarla e procurandosi piacevoli distrazioni. Egli può ridere, ballare, bere, lavorare, leggere, senza però riuscire a liberarsi di una cupa tristezza che solo raramente affiora alla superficie della sua coscienza, e per qualche attimo gli risveglia chiaro il ricordo e la morte alberga nel suo corpo, e in segreto lavora e cresce dentro di lui.[..]


- Amicizia - Hermann Hesse -



Quanto davvero si conosce se stessi non sempre è la giusta domanda... esiste veramente un "se stessi"? a volte si è talmente legati a qualcuno da essere il suo "fedele specchio" che una volta rotto ci disorienta e non si sa più cosa guardare. Creare qualcosa è già difficile, crearSi è un'impresa ancora maggiore che richiede un tempo indeterminato... e fa paura.

2 commenti:

aryadne ha detto...

Che bella citazione :)
Com'è difficile rimanere se stessi, il terrore di venire gidicati e allontanati, incompresi e feriti ci spinge a coprire il nostro volto con la maschera di chi e di come vorremmo essere, semplicemente più belli, meno fragili, capaci di fare le cose giuste al momento giusto e riempire di un' espressione che nn ci appartiene i nostri occhi oscurando quella vera, sincera tenera imperfezione che ci rende buffi, unici, sbagliati,particolari, diversi, ma semplicemente noi stessi, nel bene e nel male..Certo, se questo implica danneggiare gli altri, è necessario cambiare e migliorare, ma solo riconoscendo la nostra immagine sul vetro leggero di uno specchio, storta e felice, perchè grazie al dolore che ci ha fatto perdere abbiamo ritrovato la nostra anima,per sempre.
Un bacione:)

Demian ha detto...

E se non ci fosse bisogno di conoscere se stessi? Se non servisse definirci entro i limiti delle parole e seguire semplicemente ciò che ci dice il cuore?
Tu hai un cuore. E basta ascoltare attentamente, per capire, e agire.

E non aver paura di non sapere chi sei, perchè è così per la maggior parte delle persone. Devi solo vivere, e le risposte verranno da sole. Se perdi tempo a cercarle, non ti rimarrà spazio per tutto il resto. Fattelo dire da uno che ha perso la maggior parte del passato a cercare risposte, e che ancora non le ha trovate. Ma ora ho smesso di cercarle, tanto non serve a niente.
Un abbraccio.
:)