sabato 16 gennaio 2010

? o_o ?


Io lo so che non è proprio il massimo, a me mette paura da matti... che devo fare se è così grande? mi si stropiccia lo stomaco lo stesso! e vi farei provare come mi fa sentire quando mi parla...

mai prima...

venerdì 27 novembre 2009

Non mi arrendo


Ho fatto una promessa a me stessa tempo fa: avrei fatto solo ciò che mi andava, niente più compromessi, niente più paure, niente più limiti... per me ogni giorno sarebbe stato l'ultimo.
Il motivo dal quale scaturisce questo attteggiamento non ha importanza, ha importanza solo mantenere la promessa fatta a me stessa.
L'unico neo è che ultimamente non sono stata molto coerente, e non è da me... dopo aver fatto luce, e adesso che ho cominciato a cercarla non voglio perderla.
Che importa del giudizio degli altri? non mi è mai importato
che importa quanta differenza c'è, se non la si sente?
che importa quanto si è simili, se tanto non ce ne si accorge?
Ho un disperato bisogno di serenità... questa è la risposta, questa è la soluzione che solo io posso darmi... quando l'avrò raggiunta allora potrò tener fede a tutto ciò che mi sono promessa.
Questo è l'obiettivo che "risolto" mi aprirà tutte le porte... ed è anche la cosa più difficile che l'uomo cerca di ottenere, l'equilibrio, ma non mi arrendo.

domenica 11 ottobre 2009

Adesso


Ci sto mettento molto tempo, sto cambiando, incontro nuove persone, vedo una lato diverso della vita;mi faccio domande,nuove, e sto conoscendo me stessa.
Non tutto è ancora al posto giusto, ma adesso sono più felice, più consapevole, più attenta al mio equilibrio;
Adesso mi ricordo che già una volta avevo capito quanto fosse importante vivere, e non mi è piaciuto rendermi conto di come mi sono fatta abbattere, la colpa è la mia.
Adesso cerco, ma dentro di me;
Adesso voglio, ma non pretendo;
Adesso osservo, ma solo per imparare;
Adesso mi entusiasmo, ma tutti i giorni.
Ho emozioni nuove, forse non troppo spesso, e forse non troppo libere: evito di farmi fare del male, senza proibirmi nulla. E' vero che sto tenendo me stessa solo per me, prima voglio conoscermi per mostrarmi agli altri, ma ciò non vuol dire che Chi vedete sia qualcun'altra. Insomma, la felicità può arrivare in diversi modi, tramite consapevolezze diverse... Io sto cercando solo di esserne più conscia per saperla vivere di più.
Ciò che vorrei adesso lo vedo più vicino, perchè credo nella possibilità che possa essere raggiunto.
Domani sarà comunque un giorno in più da sfruttare, anche solo per passeggiare al sole.

venerdì 14 novembre 2008

Mamma


Ultimamente non ti ho dato molto amore, ciò non vuol dire che non ne ho. Non approvo le tue scelte, mi sono sentita trascurata, sola, incompresa e chi mi stava intorno non sempre ha capito, semplicemente perchè non poteva. Ed eccomi qui che rido, che cordialmente saluto, che parlo, che consiglio, che cerco di capire, che mi chiudo in me stessa, che cerco di riaprire il mio cuore, cerco di fidarmi di nuovo, cerco di fidarmi di te, di tirare giù le barriere, di farti capire che agisco non per egoismo ma per difesa; mi arrendo spesso quando non comprendi, quando invece di aiutarmi fai la vittima, pensando che io ti accusi solamente. Mamma. A volte creare un giocattolo non significa saperlo usare. La prima volta che ho disubidito avrò avuto 5 anni. Era sera e giocavo nella stradina privata, fuori dal cancello di mia nonna. Io sentii la macchina dalla salita a 200m. Avevo già cenato e chiesi a nonna se potevo raggiungerti perchè ti eri fermata a parlare con un'amica, ma lei non acconsentii a mandarmi per strada da sola, anche se era vicino. Io invece era tutto il giorno che non ti vedevo, così lasciai la palla e corsi su, verso di te... non mi ricordo se mi sgridasti, mi ricordo solo che ti abbracciai e ti baciai forte forte. Ma dopo mi prese la paura che i nonni mi avrebbero sgridata perchè erano usciti per strada e non mi trovavano, ma tu mi dicesti che non mi avrebbero fattoniente.

Tu eri tutto per me.

Non Sbagliavi, non potevi permettertelo perchè eravamo sole. La famiglia per noi era composta da solamente due persone. Tu lo dicevi e io capivo.
Ritardatarie croniche. La prima volta che mi portarono in presidenza fu in seconda o prima elementare perchè arrivavo sempre alle nove. Per evitare di far tardi facevi sempre una strada contromano in retromarcia, così nel caso che li vigili ci vedevano non potevano dirci niente.
Una volta alla recita della scuola materna cominciai a piangere perchè era il mio turno e tu ancora non eri arrivata. La maestra mi convinse a cantare dicendo che saresti arrivata in tempo. Non fu così, il lavoro era troppo lontano ma tu mi dicesti che mi avevi visto, solo che eri in fondo in fondo.
Quando mi lasciavi da nonna una sera ogni tanto per uscire un po', lei cominciava a dire che le avevi lasciato il "pacco" un altra volta, ma io già da piccola avevo le unghie e le dicevo di stare zitta, ma lo dicevo ad entrambe per non farvi litigare e così pensavi sempre che difendevo lei, tutt'ora.
Hai dormito un anno ai piedi del mio letto in ospedale. Hanno capito cosa non avevo grazie a te. hai pianto con me, mi hai protetta, mi hai curata, medicata. Mi hai comprato Teddy.
Mi hai fatto da mamma e da papà. Mi hai dato il tuo nome e quando ci penso so che c'è qualcosa che gli altri non hanno.
E poi che cosa è successo? Troppo tutto insieme. Forse troppo per una persona sola. C'è una parte di me che continua ad amarti così incondizionatamente, e l'altra si chiede dove ci siamo perse. Ciò che so è che nonostante tutto nessuno può dire le stesse cose della propria mamma, che non tutti nell'avere avuto una vita più "normale" della nostra abbiano poi avuto lo stesso coraggio e la stessa forza. Per me la mia famiglia sei sempre e comunque tu, anche adesso mentre ci sentiamo due estranee pur vivendo nella stessa casa.

lunedì 27 ottobre 2008

"ricordo che vieni, ricordo che vai"




Dopo tutto questo tempo ci sono sentimenti che se ne vanno piano piano, non senza far male; altri, si purificano dai peccati ma di andarsene non ne vogliono sapere. perchè? nonostante il giardiniere strappi via le erbacce loro continuano a crescere, e in un certo senso sembra come se il prato non possa farne a meno della loro presenza. Non vorrei essere il prato, e non aspiro di certo alle erbacce, piuttosto vorrei essere un fiore coltivato di proposito, curato e protetto. Come si fa quando l'erbaccia diventa il fiore più bello che si abbia mai visto? è un mondo pieno di fiori... e allora perchè? è proprio vero che a l'uomo piace farsi del male, è nella sua indole. Vorrei solo sentirmi più vicina, vorrei solo sentire. Sicuramente i progressi ci sono e si vedono, non tutti sono positivi agli occhi altrui, ma di certo mi fanno star meglio. Eppure ci sono addii che non si avrebbe voluto dire, e porte che anche se chiuse hanno ancora le chiavi attaccate. Io sono qui, e forse non vorrei andare troppo lontano.

sabato 25 ottobre 2008

io chi?


Lasciatemi essere la ragazza pessimista e triste che sono quando nella stanza siamo solo in due: io e la mia gemella, che la realtà non vede. Ho la capacità di nascondere le cose alle persone, anche quelle più vicine, ed ho il difetto a volte di essere un libro aperto. So amare una cosa e odiare la medesima stessa. So ridere e piangere di uno stesso film. So dare e togliere forza a chi mi sta intorno. E' un' altalena che mi sta facendo più male che bene. Non riesco più a vedere mia madre come mia madre perchè mi ha fatto troppo male, eppure nonostante mio padre continua a farmene tanto lo cerco lo stesso. Vorrei solo cancellare gli ultimi dieci anni, vorrei poter amare mia madre come allora, incondizionatamente e non giudicarla più. Non voglio sentirmi costantemente abbandonata. Vorrei guardare avanti, o anche solo al presente e lasciar perdere quello che è stato, con lei, con lui, con gli amici. Non so come si fa, è veramente difficile. mi sono sentita tante di quelle volte tradita e abbandonata che non ho fiducia più in nessuno, nemmeno in chi conosco da poco. E' una perdita già solo trovare. Non voglio consigli inutili e belle frasi. vorrei solo una gomma magica, o una felicità nuova che mi dia fiducia negli altri e positività. so che appena uscirò di qui andrò a lavoro con il sorriso sul viso, farò ridere chi mi circonda dicendo stupidagini, perchè "somiglio ad un fumetto" più che ad una vent'enne. I clienti fissi mi chiederanno come va ed io risponderò bene non facendo trapelare la più piccola emozione ma fingendone solo altre. a quel punto mi convincerò che la vita in realtà è bella, che quando c'è il sole scalda e la pioggia lava via i brutti pensieri e ti coccola, perciò è una vita che vale al pena vivere... un auto-convinzione che mi porterà di nuovo a non capire cosa prove realmente.. e di nuovo il circolo vizioso. a volte mi aspetto di non trovare più il mio viso la mattina mentre mi specchio, e di scoprire chi in verità sono.

mercoledì 8 ottobre 2008

Paris, que je te quitte...

Paris. La sensazione è stata quieta. L'emozione è arrivata in punta di piedi fino a quando non si è scontrata con la realtà: ero a Parigi e nessun pizzico mi avrebbe risvegliato. Lì c'era tutto quello che avevo sempre immaginato e qualcosa in più, c'ero io, ed ero nel posto giusto. Ho visto poco, ma non mi interessa, anzi, ciò vuol dire che sarò costretta a tornarci :) Ho cominciato a capire dov'ero nel momento in cui sotto la Torre Eiffel ha cominciato a piovere. La pioggia più bella che io avessi mai visto: nebbia condensata troppo pesante per rimanere sospesa, ma anche troppo leggera da cadere violentemente a terra; ti accarezza il viso e colora il cielo di un grigio melanconico. Felicità. Non era come la immaginavo e credo di averla apprezzata meglio appunto perchè le mie aspettative non sono state nè confermate nè deluse. E' semplicemente Bella, in un modo comprensibile solo se vissuta. Mi sono accorta di sentirmi a casa più che all'estero, e per la prima volta ho fatto un viaggio in cui la musica non dovesse colmare nessuna assenza, nessuna mancanza. E' una città grande, una grande città. Ho voglia di tornare, e questa voglia si ha solo dove ci si sente a casa. Io la consiglio, anche se nessuno la vivrà mai allo stesso modo. Credo che le emozioni di ognuno la rendono ogni volta una città diversa in base a chi la visita. Bella.
Il Louvre non è come lo immaginavo. E' molto più grande, più caotico, più ricco. C'è di tutto, e forse troppo in effetti. Emozione a mille anche lì: Amore e Psiche, la Nike, la Venere delle Rocce, Pannini, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Canova, Delacroix, David, Botticelli, Gericoult... tutti anche chi non ti aspetti... Ho il respiro pieno solo a ripercorrerli tutti in quelle enormi sale.
Il Museo D'Orsey ti impressiona più di quanto si possa credere... Monet Manet, Renoir, Van Gogh... 10 anni visti sui libri, quadri con le dimensioni da cartolina in alcuni casi sono in realtà pareti intere... e Manet, quando l'ho visto... ormai credevo fosse solo frutto della mia immaginazione. Sarò stata sul serio a Parigi? Ne ho un ricordo come di uno di quei sogni perfetti, belli, di cui la mattina si fa fatica ad accettare che in realtà si è solo dormito, ma che ti fanno partire bene la giornata. Anche i rumori delle macchine avevano un suono diverso, quasi musica. L'ho vissuta dentro di me, ed è stato intimo e bello, proprio Bello.